Il fuoco della carità e della verità

«Camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore (Ef 5,2).

Benevolenza, misericordia e perdono sono un trittico pedagogico di qualità determinato dalla nuova legge dell’amore instaurata da Cristo, che San Paolo consegna nella persona degli Efesini, ai cristiani di ogni tempo. A ciò si aggiunge una concreta imitazione di Dio e di Gesù di Nazaret, per camminare nella carità e nella verità evitando tutto ciò che vistosamente offende il pudore, la moralità, il buonsenso cristiano irradiato dalla luce che viene dal Signore. Ci sono elementi sconvenienti che rientrano nella salvaguardia delle virtù, di cui non bisogna neppure parlarne tra i cristiani, chiamati ad essere invece santi: impurità, cupidigia, volgarità, insulsaggini, trivialità, parole vuote. È una pena constatare talora che proprio in mezzo ai cristiani, senza eccezione anche per religiosi ed ecclesiastici, tali cose fanno fatica ad essere comprese ed eliminate radicalmente dal linguaggio comune e da comportamenti che possono risultare assolutamente volgari. In verità, per il loro comportamento e per la realizzazione di una autentica carità verso Dio ed il prossimo, i cristiani nella testimonianza della loro personale vocazione, dovrebbero essere proprio come i Missionari del Cuore Immacolato di Maria, sgorgati dal cuore del santo vescovo S. Antonio Maria Claret del quale si fa memoria oggi: «una persona che arde di carità e dovunque passa brucia». Spesso questa espressione la cantiamo con la bocca. Ci vorrebbe più impegno per testimoniarla e cantarla con la vita. P. Angelo Sardone.

La forza della preghiera

«Dio non trascura la supplica dell’orfano, né la vedova, quando si sfoga nel lamento» (Sir 35,13-14). Frequente nella Sacra Scrittura è il tema della preghiera, una realtà antica quanto l’uomo, espressione della sua esigenza di vita e della relazione religiosa con la divinità. La Bibbia, a detta di alcuni, è anche un Libro di preghiera, dal momento che oltre la storia sacra, contiene molteplici elementi, testimonianze ed espressioni di autentica preghiera. Il Libro dei Salmi da sempre è stato il Libro della preghiera del popolo di Israele antico e nuovo. Anche la Sapienza divina, qua e là non trascura la preghiera anzi in alcuni insegnamenti la presenta e la indica come necessaria, spiegando il suo ruolo e la sua efficacia. Il testo didattico-sapienziale del Siracide specifica la preferenza che Dio ha nell’ascolto della preghiera di chi è oppresso, in particolare delle tre categorie privilegiate in Israele: gli orfani, i forestieri e le vedove. La loro preghiera arriva diritto in cielo e fora le nubi, non desiste fino a quando Dio non interviene. La cura e l’attenzione del Signore sul mondo intero si manifesta soprattutto nel dialogo con le sue creature ed in particolare con l’uomo e la donna. Quando si ascolta la Parola di Dio, è Dio che parla all’uomo. Quando preghiamo, siamo noi che parliamo al cuore di Dio. Nel suo profondo giudizio di amore Egli ristabilisce la vera equità nelle cose, negli avvenimenti, nei cuori di chi fiduciosamente a Lui si rivolge. Non si smette mai di crescere e di imparare. Più si prega, più si comprende l’essenza e la necessità della preghiera. L’esperienza è la scuola più efficace. P. Angelo Sardone