Dasà (VV), animazione pastorale

Don Bernardino Comerci, parroco di Dasà, piccolo paese nell’entroterra vibonese, in Calabria, ha chiesto a P. Angelo Sardone, presentato dal signor Soccorso Valente priore della Confraternita delle cinque piaghe (SS.mo Crocifisso) di Monterosso Calabro, l’animazione di un triduo in preparazione alla festa locale dei santi patroni Michele Arcangelo e Nicola di Bari. Sulla base del programma approntato, dal 21 al 25 settembre si è svolto un lavoro di qualità per l’animazione dell’intera comunità parrocchiale con momenti diversi che hanno interessato i bambini e ragazzi delle scuole (con la S. Messa di inizio d’anno scolastico), gli anziani ed ammalati (con la visita domiciliare e la celebrazione eucaristica con l’amministrazione della unzione degli infermi), le confraternite del Rosario e dell’Immacolata ed il popolo di Dio (con le celebrazioni eucaristiche serali, gli incontri di formazione, l’adorazione eucaristica, le processioni) e la festa del perdono che si è svolta in maniera solenne la sera del 23, in coincidenza con la memoria liturgica di S. Pio da Pietrelcina. Si è destato tanto entusiasmo che speriamo sia la base per introdurre anche in questa comunità l’Unione di Preghiera per le vocazioni.  

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La Santa Croce a Monterosso Calabro

Come previsto dalla programmazione, in vista della costituzione di un gruppo locale di Unione di Preghiera per le Vocazioni, si è svolto da mercoledì 14 a domenica 18 settembre con una buona partecipazione di fedeli e vasta eco cittadina, la preparazione spirituale e la festa della S. Croce, animata da P. Angelo Sardone, appositamente incaricato dal parroco don Oreste Borelli e dal Priore della Confraternita delle cinque piaghe di Gesù (SS.mo Crocifisso) il signor Soccorso Valente. Le manifestazioni si sono aperte con il pellegrinaggio penitenziale che si è mosso dal parcheggio insieme con le due confraternite del paese, fino alla chiesa madre, dove idealmente è stata attraversata la porta santa, per l’occasione inghirlandata. E’ seguito il bacio del crocifisso ed il seguito della celebrazione eucaristica. I tre giorni successivi sono stati caratterizzati, secondo lo stile rogazionista dell’Unione di Preghiera per le vocazioni, da messe giornate eucaristiche con la preghiera delle Lodi e l’adorazione eucaristica. Ogni sera la celebrazione eucaristica è stata il centro della preghiera, cui è seguita giovedì 15 e venerdì 16 rispettivamente la Via Matris e la Via Crucis per le strade del paese. La domenica 18 settembre è stata caratterizzata nella mattinata dalla Messa solenne cui hanno preso parte diverse confraternite dei paesi vicini e, nel pomeriggio, dalla processione con le statua del Crocifisso e della Madonna Addolorata. E’ stata posta una ennesima base per la costituzione del gruppo di Unione di Preghiera per le Vocazioni, il cui primo rito di iniziazione sarà compiuto quanto prima alla ripresa delle attività parrocchiali.  

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Monterosso Calabro: tutto pronto per il triduo

A Monterosso Calabro, piccolo paese della diocesi di Mileto e provincia di Vibo Valentia, è tutto pronto per il triduo solenne in preparazione alla locale festa del Crocifisso, domenica 18 settembre. Il parroco don Oreste Borelli ed il Priore della Confraternita delle cinque piaghe di Gesù, il signor Soccorso Valente, hanno affidato l’incarico a P. Angelo Sardone che già conosce il paese e la realtà pastorale della parrocchia. Egli ha predisposto un articolato programma:
* Mercoledì 14 settembre, esaltazione della S. Croce

Pellegrinaggio giubilare penitenziale con partenza alle ore 18.00 dal parcheggio fino alla chiesa madre per dare inizio alla tre-giorni con partecipazione delle confraternite e dei fedeli.
* Temi di riflessione ed iniziative
Giovedì 15 settembre: Maria, madre del dolore
Giornata dedicata alla Madonna addolorata.
Venerdì 16 settembre: Sotto la croce con Gesù
Giornata dedicata agli anziani ed ammalati con amministrazione del sacramento dell’unzione degli infermi.

* Liturgia penitenziale in preparazione alle confessioni.           
Sabato 17 settembre: La misericordia delle misericordie
Giornata dedicata alla preghiera per le vocazioni. Adorazione eucaristica tutto il giorno con coinvolgimento delle diverse categorie di fedeli.

– Domenica 18 settembre: Messe di orario.
* Impegni giornalieri ed attività pastorali
* Al mattino
Ore 9.00: celebrazione liturgica delle Lodi con adorazione eucaristica fino a mezzogiorno e disponibilità sacramentale della Riconciliazione.

Ore 12.00: conclusione con celebrazione dell’ora Sesta e benedizione.
* A pomeriggio
Ore 18.00: Coroncina delle cinque piaghe

Ore 19.00: Celebrazione eucaristica con riflessione sul mistero della croce.
* A sera, ore 21.00
Giovedì: Con Maria verso Gesù (Via Matris e fiaccolata partendo dalla chiesa del Carmine, passando per la chiesa del Rosario fino a raggiungere la chiesa madre).
Venerdì: Con Gesù lungo la strada della croce (Via Crucis per le strade del paese).

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S. Annibale a Vena di Piedimonte Etneo (Ct)

Dopo 112 anni e precisamente dal 1904, quando vi era andato la prima volta, S. Annibale è ritornato pellegrino al santuario della Madonna della Vena a Piedimonte Etneo (Ct), in occasione della festa della Madonna che si celebra il 4 settembre. Il rettore P. Carmelo La Rosa, ha propagandato l’iniziativa ed ha invitato P. Angelo Sardone e fratello Antonino Drago per questa occasione. I due religiosi sabato 27 agosto alle ore 18.30 sono giunti sul piazzale del santuario col mezzobusto reliquiario di S. Annibale che è stato accolto da numerosi fedeli e pellegrini che vi si trovavano. Dopo un giro attorno al santuario il simulacro è stato collocato nel presbiterio per la venerazione dei fedeli ed è stata accesa una lampada votiva. Per la prima volta sono stati adoperati i nuovi libretti appena stampati che accompagnano queste manifestazioni. P. Angelo Sardone ha introdotto i fedeli alla conoscenza di S. Annibale parlando della figura e dell’opera di S. Annibale. Il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo, nativo della vicina Acireale e qui residente, ha presieduto poi la solenne concelebrazione facendo riferimento al pellegrinaggio di S. Annibale, ed additandolo come un grande santo devoto di Maria. Domenica 28 agosto P. Angelo ha guidato una giornata di ritiro per i fedeli accorsi, presentando S. Annibale e la sua devozione mariana come tessera speciale dell’istituto dei Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo e peculiarità della spiritualità rogazionista. In serata si è svolto l’ossequio a S. Annibale con preghiere e canti. Il simulacro rimarrà nel santuario fino a domenica 4 settembre. Dal 1° settembre avrà luogo una tre-giorni di predicazione ed attività pastorali animate da P. Sardone e Fratello Drago.

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S. Annibale al santuario Madonna della Vena (Ct)

Si stanno ultimando i preparativi per accogliere dal prossimo 27 agosto al 5 settembre il mezzobusto reliquiario di S. Annibale nel santuario della Madonna della Vena a Vena di Piedimonte Etneo (Ct). Questa località e cara alla storia e tradizione rogazionista per il fatto che S. Annibale si era ivi recato il 13 settembre 1904 per chiedere una grande grazia per la Casa delle Figlie del Divino Zelo di Giardini. Aveva inoltre preso l’iniziativa di far conoscere la storia e la spiritualità di questo santuario mariano quando il 1918 aveva pubblicato con la tipografia antoniana di Oria il libretto “Preghiere alla Madonna della Vena e coroncina ad uso dei devoti di Giardini”. Il rettore don Carmelo La Rosa, ha richiesto questa presenza ed insieme con P. Angelo Sardone ha predisposto un nutrito programma. Il reliquiario giungerà al santuario sabato 27 agosto con fratello Nino Drago insieme con P. Angelo Sardone e sarà accolto dal cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo, che presiederà la celebrazione eucaristica iniziale. Resterà fino a lunedì 5 settembre e si svolgeranno iniziative di coinvolgimento per lo sviluppo della conoscenza di S. Annibale e la diffusione dell’Unione di Preghiera per le Vocazioni. Saranno date informazioni ed aggiornamenti.

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P. Bruno Rampazzo nuovo Superiore Generale dei Rogazionisti

Alle ore 18,14 di giovedì 21 luglio 2016 i membri del XII Capitolo Generale della Congregazione dei Rogazionisti hanno eletto nuovo Superiore Generale P. Bruno Rampazzo, finora vicario generale. E’ l’undicesimo successore di S. Annibale. P. Bruno è nato il 1° gennaio 1957 a Campodoro (PD), è entrato nella Congregazione dei Rogazionisti a Padova il 28 settembre 1968, ha fatto la professione perpetua a Morlupo l’8 settembre 1981 ed è stato ordinato sacerdote a Barbano (Vi) il 29 giugno 1984. Dopo qualche anno di esperienza apostolica in Italia è stato trasferito nelle Filippine dove è diventato Superiore Maggiore fino al 2010 quando fu eletto vicario generale della Congregazione dei Rogazionisti. Si deve a lui l’assestamento della Congregazione nell’est del mondo, in particolare le Filippine e l’India e le nuove frontiere missionarie della Papua Nuova Guinea, Indonesia.  

Capitolo Generale dei Rogazionisti

A Morlupo (Roma) a partire da martedì 5 luglio si sta svolgendo il XII Capitolo Generale dei Rogazionisti per la discussione dei problemi generali della Congregazione, il rinnovamento della vita spirituale e l’aggiornamento delle attività apostoliche  e l’elezione del nuovo Governo Generale.  Il Capitolo Generale che esprime la partecipazione e la sollecitudine di tutti i Congregati ha nell’Istituto la suprema autorità e rappresenta l’intera Congregazione. 60 religiosi provenienti da tutte le parti del mondo (Italia, Iraq, Rwanda, Cameroun, Brasile, Filippine, India, Argentina etc.) tra aventi diritto e delegati, hanno riempito la Casa Rogate (una volta Centro di spiritualità Rogate) di Morlupo e si apprestano all’elezione del Superiore Generale. Tutto è cominciato nella Basilica di S. maria Maggiore a Roma insieme con analogo Capitolo delle suore Figlie del Divino Zelo, dove il card. Braz de Avis, presidente della Congregazione degli istituti religiosi ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica. Tra gli altri problemi affrontati, si è parlato anche dell’Unione di Preghiera per le Vocazioni e dell’Unione sacerdotale di preghiera per le vocazioni, realtà molto attuali per la diffusione della preghiera per le vocazioni e sono stati messi a disposizione dei Capitolari i depliant e le tessere dell’UPV.     

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Per la nascita di S. Annibale

Martedì 5 luglio ricorre il compleanno di S. Annibale: si ricorda infatti il giorno della sua nascita in terra avvenuta a Messina nel Quartiere Portalegni, nella via Gesù e Maria delle Trombe (attuale via S. Giovanni Bosco),  il 5 luglio 1851.  Così scrive suo padre, il cavaliere Francesco nei suoi appunti di famiglia: «Il dì 5 luglio 1851 ad un’ora e mezza di sera, nascita di mio figlio Anni­bale, così chiamato per memoria del Marchese Annibale Bonzi da Bologna, battezzato nella Parrocchia di S. Lorenzo, la sera del 7 detto, avendo fatto da Parroco il Can. D. Giuseppe, Marchese, a un’ora e un quarto di notte». In occasione di questo avvenimento il Cenacolo Vocazionale e gli Amici di S. Annibale di Galati Mamertino (Me), come già da alcuni anni, hanno organizzato un momento di preghiera presso la statua di S. Annibale nel rione Pilieri, a partire dalle ore 21.00, invitando l’intera comunità parrocchiale. E’ una bella iniziativa che può essere proposta nei vari ambienti nei quali vivono ed operano i Cenacoli Vocazionali.

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Galati-Altamura: un gemellaggio statuario

Venerdì 1° luglio 2016 il paese di Galati Mamertino nei Nebrodi a 110 km da Messina, visitato da S. Annibale il 1909 e ricco delle prime vocazioni rogazioniste, si è gemellato con la città di Altamura (Ba) che sta celebrando il primo centenario della fondazione dell’Istituto Antoniano Femminile aperto da S. Annibale il 24 maggio 1916. A seguito della solenne celebrazione eucaristica presieduta nella cattedrale di Altamura dall’arcivescovo mons. Giovanni Ricchiuti, si è mossa una processione au flambleax con un grande carro recante una statua di S. Annibale circondato da una cinquantina di bambini osannanti, fino a Piazza Laudati nella zona di Montecalvario nei pressi dello stesso Istituto, dove è stata benedetta ed inaugurata una poderosa statua marmorea che ricalca perfettamente la statua di S. Annibale inaugurata a Galati Mamertino il 27 giugno 2010 nel rione Pilieri, opera della dr.ssa Patrizia Rifici, realizzata per vivo e costante interessamento di fratello Antonino Drago e dono del dr. Filippo Miracula. La superiora della Casa di Altamura, suor Luisa Lombardo era rimasta affascinata dalla foto della statua vista in un numero della rivista Adif, ed aveva chiesto a P. Angelo Sardone, unico sacerdote rogazionista di Altamura, a fronte di oltre un centinaio di suore Figlie del Divino Zelo tra vive e defunte, notizie ed indicazioni circa l’autore, nutrendo il desiderio di far realizzare analoga opera per Altamura onde lasciare traccia visibile del Centenario. Il desiderio si è tramutato in realtà. Si è instaurato così, senza volerlo, nel nome della medesima statua, una sorta di gemellaggio spirituale tra i due siti rogazionisti nei quali vivono ed operano i Cenacoli Vocazionali dell’Unione di Preghiera per le vocazioni. La statua è in marmo di Carrara ed è stata collocata nel giardino antistante un Istituto Tecnico, a lato della chiesa parrocchiale di S. Sepolcro. Per la memoria storica, a Galati Mamertino la statua fu benedetta ed inaugurata da P. Angelo Sardone, allora Consigliere Generale e Postulatore Generale della Congregazione dei Rogazionisti, che fece le parti del Superiore Generale P. Giorgio Nalin. Sarà un motivo in più per organizzare un pellegrinaggio sulle orme di S. Annibale in terra di Puglia.   

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1° luglio: memoriale eucaristico

Nella giornata odierna, 1° luglio, la Famiglia Rogazionista fa memoria della prima venuta di Gesù Eucaristia nell’Opera di S. Annibale.  Dopo una preparazione durata due anni, la cappella ricavata da una delle casette del Quartiere Avignone a Messina, divenne sacramentale, accogliendo nella celebrazione eucaristica del 1° luglio 1886 Gesù come centro del quartiere, vero ed effettivo fondatore, centro amoroso, fecondo, doveroso ne continuo dell’Opera. Dall’anno successivo, il 1887, la festa è diventata di primaria importanza per i figli e le figlie di S. Annibale che la caratterizzano particolarmente con l’adorazione eucaristica che si protrae per l’intero arco della giornata.    

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Il primo luglio 1886, dopo una preparazione intensa e fervorosa durata due anni, P. Annibale Maria lasciò stabilmente Gesù in Sacramento in una cappelletta sistemata alla meglio e ricavata da una delle casette Avignone, quartiere lurido e malfamato ai bordi della Messina-bene, tra i 200 poveri circa che vi abitavano. Quella del 1° luglio 1886, fu ritenuta la data di fondazione delle opere rogazioniste.
Già dal 1878, all’epoca del suo ingresso in Avignone, P. Annibale avrebbe potuto svolgere le cose alla spicciolata: acquistare le casette, renderne sacramentale una, operare fondazioni. Molto diversamente e, secondo i ritmi di Dio andavano gli avvenimenti: l’insediamento nel quartiere sarebbe avvenuto rispettando i moduli e i parametri di quella gente semplice non avvezza ad intuire le cose. Urgeva quindi innanzitutto una forma di promozione umana sulla quale poter innestare saldamente quella religiosa e cristiana. L’avventura era veramente rischiosa e pesante soprattutto perchè i mezzi erano sempre pochi, la penuria grande, le bocche da sfamare sempre più numerose. Comunque lo pensava da sempre, quel prete dalle mille sfaccettature che ne faceva di belle: una chiesa all’interno di quel quartiere sarebbe diventata un punto di riferimento per tutta quella gente.

L’arcivescovo Guarino l’aveva invitato a desistere almeno per allora sperando nella pietà e nella ricchezza di anime buone. Durante il pranzo offerto ai poveri, 200 circa tra uomini, donne e fanciulli, il 19 marzo 1881, per la prima volta P.  Annibale, celebrò messa nel malfamato quartiere ma tutto si chiuse lì, non rimanendo alcuna specie eucaristica dopo la celebrazione … Era anche una motivazione pedagogica che spingeva P. Annibale ad aspettare perchè nei poveri nascesse vivo il desiderio di avere Gesù in mezzo, sacramentalmente. I tempi effettivamente andavano maturando, mentre “nasceva in tutti il desiderio che l’oratorio si facesse sacramentale”.

Lo stesso S. Annibale conferma: “In verità ci sarebbe voluto ben poco per collocarvi SS.mo Sacramento: sarebbe bastato il permesso secondo la legge ecclesiastica; ma il sacerdote che aveva incominciato l’opera, stimò che la venuta di Gesù Sacramentato in quell’oratorio, in mezzo a quella turba di poveri d’ogni specie e di fanciullini fosse preceduta da una preparazione abbastanza lunga ed atta ad impressionare profondamente gli animi; stimò  che la venuta del SS.mo Sacramento in quel locale segnasse un avvenimento, un epoca dell’Opera, perchè il Signore Nostro Gesù Cristo sarebbe ivi ospitato proprio in mezzo ai poverelli fatto anche Lui poverello tra quelle casupole  per amore dei suoi derelitti figli“.

E’ questa la chiave di lettura dell’avvenimento di così grande importanza per la fede di S. Annibale, la continuità e la vitalità stessa dell’Opera appena intrapresa. Questi elementi si incastonarono nella grande pietà eucaristica della quale S. Annibale era pervaso. Non si trattava di un surrogato, ma di un elemento genuino che avrebbe caratterizzato il suo indirizzo di fondazione. Questa pietà e devozione a Messina aveva un terreno veramente fertile nella pratica delle cosiddette “40 ore circolari”. Un lungo lavorio di 2 anni con ogni sorta di industrie atte a “suscitare una santa aspettazione nell’anima dei fanciulli ricoverati e in tutta quella turba”, istruzioni catechistiche continue sull’importanza dell’avvenimento, cantici e preghiere varie, preparò la data memorabile del 1° luglio 1886, destinata “senza alcun preconcetto, o forse per divina disposizione”. Un inno sin d’allora divenne un po’ il simbolo della giornata eucaristica: “Cieli dei cieli apritevi, scenda il diletto a noi, chiuso nell’Ostia, vittima del suo divino amor. Venga tra i figli suoi l’amato Redentor“. Dopo la consacrazione l’inno si trasformava in cantico di gioia: “Cessino ormai le lagrime, finisca ogni dolore … venne tra noi Gesù“.

E venne quel 1° luglio. Ingrandito l’oratorio, avendovi aggiunto un coretto per le orfane, si adorna e si abbellisce il tempietto e l’altare. I dintorni del locale sono tutti ripuliti, gli orfani e le orfane vestite a festa attendono trepidanti l’avvenimento. Alle ore 7.00 del mattino, P.  Annibale visibilmente commosso sale all’altare per celebrare la SS. Messa. Un canto di mestizia si innalza dalle voci tremoli degli innocenti: “Cieli dei cieli apritevi, scenda il diletto a noi“. Al canto s’alterna la preghiera “Desiderio per la venuta di Gesù Sacramentato, dolcissimo e commovente anelito“. Dopo la consacrazione esplode il canto di gioia: “cessino ormai le lagrime…” Il fervorino del celebrante dà il tono alla celebrazione. Dopo la comunione il SS.mo viene posto in un ostensorio di argento massiccio e si da’ inizio alla processione per le stradette del quartiere Avignone ed anche nella pubblica via della città.

Dopo un breve giro la processione rientra nell’oratorio e il SS.mo fu esposto in trono. L’adorazione durò tutto il giorno, non si ebbe tempo per accendere la caldaia, per non interrompere l’adorazione. A sera ci fu la solenne benedizione con il SS.mo che fu poi messo nel tabernacolo.”

Fu stabilito che un avvenimento così felice e che tanta buona impressione aveva lasciato nell’animo dei ricoverati, fosse annualmente ricordato. Da ciò ne venne una commemorazione annua, ogni 1° Luglio”.

Nacque così la festa del 1° Luglio, “tributo annuo di amore e di fede … debito di gratitudine per l’amorosa e dolcissima dimora di Gesù sacramentato in mezzo a noi, di giorno e di notte …”. Elementi importanti divennero l’aspettazione, la funzione del tabernacolo vuoto, il titolo annuale col quale si saluta Gesù che ritorna in sacramento e l’inno. Fin qui la cronaca.

C’è un dato di fede sotteso a questa industria, forse la primaria escogitata dalla mente e dal cuore innamorato di S. Annibale: un grande amore a Gesù Eucaristia, considerato come vero, effettivo, immediato fondatore dell’Opera e come centro di tutte le operazioni, “amoroso, fecondo, doveroso e continuo dell’Opera degli interessi del Cuore di Gesù“. La sua convinzione era che Dio aveva fatto una cosa nuova”; l’originalità della cosa consisteva nel fatto che Dio stesso, volendo elevare a istituzione il divino comando del Rogate, senza intermediazione di alcun fondatore, “si sia mostrato geloso di esserne stato egli stesso dal Santo tabernacolo il fondatore“. Solo così l’opera è andata avanti e ha portato i frutti. E da Messina è passata in tutte le parti del mondo levando il vessillo del Rogate, nel servizio dei poveri e nell’esercizio della carità verso i bisognosi, trascinando una significata schiera di donne e di uomini consacrati agli interessi del Cuore di Gesù.