Gennaio: si riparte con la preghiera per le vocazioni

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Oggi 2 gennaio, è il primo giovedì di mese di questo nuovo anno 2020. Si riparte con l’impegno della preghiera fiduciosa al Signore per chiedere il dono dei buoni evangelici operai per la messe delle anime. E’ provvidenziale che ciò corrisponda oggi alla memoria liturgica dei due santi cappadoci, grandi amici vescovi e dottori della Chiesa, S. Basilio Magno e S. Gregorio Nazianzeno. Essi rappresentano “l’icona dell’amicizia spirituale” per il loro straordinario rapporto umano e l’intesa spirituale eccellente. Lo stesso S. Gregorio qualificò questa loro amicizia nel segno di “un’unica anima in due corpi” in un processo di affetto reciproco e di stima con la quale facevano a gara non a chi fosse il primo, ma a chi permettesse all’altro di esserlo. Bellissimo esempio per gli ecclesiastici ma anche per i laici nella realizzazione del grande e sacro dono di Dio che è l’amicizia. P. Angelo Sardone.

Fine dell’anno del Signore 2019

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«Te Deum laudamus, Te Dominum confitemur! Noi ti lodiamo o Dio, ti proclamiamo Signore!». Questo antichissimo inno liturgico che oggi la Chiesa canta in forma solenne, è l’espressione riconoscente che si innalza a Dio come preghiera di lode e gratitudine ed accompagna la conclusione dell’anno: “Tutto viene da Te, Signore, tutto esiste grazie a Te, tutto tende verso di Te”. Il tempo, santificato da Gesù nel mistero dell’Incarnazione e della Redenzione, manifesta ed attualizza l’amore eterno di Dio verso le creature: Lui, infinito, irrompe nel finito, grande, si nasconde nel piccolo, increato, si annienta nella creatura, soprannaturale si manifesta nella realtà del tempo e dello spazio. «Il tempo in rapporto all’uomo è il più grande di tutti i tesori. Tanto vale il tempo quanto vale il bene, quanto vale la felicità!» (S. Annibale M. Di Francia). Dinanzi a tanta grandezza e generosità di amore e di misericordia senza limiti, ogni singolo giorno ed oggi, particolarmente, s’eleva dal cuore la preghiera di gratitudine immensa per i doni ricevuti: la vita, la fede, la salute, l’amore, la vocazione, l’amicizia, la sofferenza, la morte! Oggi l’anno che si conclude, viene consegnato alla misericordia di Dio e cede il passo al nuovo, dono gratuito della Provvidenza del Padre. La Santissima Trinità guida il nostro cammino verso la patria celeste e la vita senza fine, dove l’unico tempo è l’eternità. P. Angelo Sardone

Santa Famiglia di Nazaret

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La Sapienza di Dio enumera precetti chiari e completi: la gloria del padre ed il diritto della madre sulla prole sono i capisaldi della famiglia umana. L’onore che si deve loro non solo è garanzia di accoglienza della preghiera da parte di Dio, ma anche espiazione dei peccati, accumulo di tesori, gioia, lunga vita, consolazione. Ogni opera buona rinnova la casa e fa ottenere il perdono. Tenerezza e umiltà, mansuetudine e magnanimità, sopportazione e perdono reciproco, carità e pace sono i sentimenti e gli elementi propri della famiglia cristiana. Sottomissione e amore, obbedienza e laboriosità ne costituiscono l’amalgama. La fuga in Egitto della Famiglia di Nazaret ed il ritorno in Israele, secondo l’ordine ricevuto dall’Angelo, evidenziano il ruolo di Giuseppe, custode del Bambino Gesù e di Maria, triade esemplare, modello di amore coniugale, genuina ispirazione per ogni famiglia, chiamata ad essere santa. P. Angelo Sardone

I santi Innocenti

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La glorificazione di Gesù non avviene solo a parole ma col sangue. La liturgia del 28 dicembre celebra i Santi Innocenti, cioè i bambini dai due anni in giù di Betlemme e del territorio circostante, trucidati dal crudele Erode in odio al Bambino Gesù sul quale non aveva potuto mettere mano. Si compie la profezia di Geremia: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più» (Ger 31,15). Vittime innocenti, ignari ed infanti, sono annoverati tra i testimoni di fatto della regalità di Cristo contrastata dall’infame re fantoccio Erode. La tragedia continua purtroppo ancora nella storia di oggi, laddove bimbi innocenti sono uccisi, abusati o sfruttati senza potersi difendere, ignari del sopruso degli adulti e dell’egoismo umano. Si levi unanime la voce di condanna per ogni atroce crimine di qualunque natura contro l’innocenza dei piccoli e si innalzi una preghiera supplice di richiesta di perdono per gli uccisori del corpo e della dignità umana a vario titolo. P. Angelo Sardone

S. Stefano il testimone fermo e coerente di Cristo

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Primo martire dell’era cristiana, giovane diacono della Chiesa di Gerusalemme, votato alla carità e alla predicazione evangelica, pieno di grazia e potenza, testimoniò col sangue la fede in Cristo morto e risorto, ricopiandone la passione, affrontando la morte per lapidazione e perdonando gli uccisori. Non ebbe paura di definire i sacerdoti del Sinedrio “gente testarda e pagana nel cuore e negli orecchi, che sempre oppone resistenza allo Spirito Santo”. Si adempie in lui quanto preconizzato da Gesù in riferimento a tribunali, flagellazioni, odio per il suo nome, morte, anche da parte degli stessi familiari. Come per Stefano anche per noi, in circostanze analoghe, parla lo Spirito del Padre. La salvezza è frutto della perseveranza. Auguri a tutti coloro che portano il nome di Stefano/Stefania, che dalla etimologia greca significa “corona” e pertanto “incoronato” e “incoronata. P. Angelo Sardone.

Buon Natale 2019

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Natale del Signore. È arrivato il Salvatore preceduto dal premio e dalla ricompensa per la città, ossia per l’umanità, non abbandonata e ricercata. È apparsa la bontà di Dio che rigenera con l’acqua salutare della nostra nuova nascita nello Spirito. I pastori vanno senza indugio a Betlemme per vedere l’avvenimento fatto loro conoscere: il Bambino adagiato nel presepio, ovvero nella mangiatoia. Le sentinelle dai piedi belli irrompono in canti di gioia: è giunta la salvezza! Dopo aver parlato nei tempi antichi per mezzo dei profeti, Dio ora parla attraverso il suo Figlio, il primogenito introdotto nel mondo. La “Parola che si è fatta carne” è venuta ad abitare in mezzo a noi, dona grazia e verità e rivela pienamente il Padre. I due poli si incontrano: “l’eterno riserbo è venuto al di qua del confine ed ora è presso di noi, con noi” (Romano Guardini). Anche noi siamo rigenerati come figli. Lo stupore dei pastori e la gioia degli Angeli sono le coordinate del nuovo popolo di Dio per credere nell’incredibile ed accogliere l’inaudito mistero. Buon Natale. P. Angelo Sardone

Per la Notte di Natale

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Notte di Natale. Una grande luce rifulge sul popolo che cammina nelle tenebre. Gioia e letizia si moltiplicano, il giogo è spezzato. Pace senza fine e potere grande per consolidare e rafforzare, sono le caratteristiche proprie del Bambino che nasce, del Figlio che è donato. La grazia di Dio che appare, porta la salvezza ed insegna a rinnegare il male ed a vivere con giustizia e pietà, come popolo puro che appartiene al Salvatore. La nascita di Gesù sulla terra è un fatto storico ampiamente documentato. Giuseppe e Maria che è incinta si recano a Betlemme sede della casa e famiglia di Davide per il censimento. Si compie il tempo del parto e Maria dà alla luce Gesù avvolgendolo in fasce. Sono immediatamente interessati i pastori e gli Angeli, una moltitudine dei quali canta «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama». Cristo nasce nell’umiltà e nella povertà. Il Signore visita e redime il suo popolo nella via della luce e della pace. Auguri. Buon Natale. P. Angelo Sardone.