I defunti: fratelli e sorelle della porta accanto

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«Dio asciugherà ogni lacrima; non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate» (Apc 21,4). L’annuale Commemorazione dei Fedeli defunti è una singolare espressione liturgica della Chiesa pellegrina nel mondo che ricorda e prega per tutti coloro che hanno concluso il cammino terreno e, attraverso il mistero della morte, sono entrati nella vita senza fine. Ciò che è enigma, oscuro, sorprendente ed inspiegabile mistero, è mutato da Cristo in certezza: la vita non ha fine, è semplicemente trasformata e, per quelli che credono in Lui, vi è la risurrezione nell’ultimo giorno e la vita eterna. La Parola di Dio offre un dato di fede, un elemento essenziale della rivelazione: si crede e si spera fermamente che «come Cristo è veramente risorto dai morti e vive per sempre, così pure i giusti, dopo la loro morte, vivranno per sempre con Cristo risorto» (CCC, 989). La morte, entrata nel mondo per invidia del diavolo e a causa del peccato, condiziona la vita dell’uomo sin dal suo nascere e trova pieno compimento nell’ora ultima quando l’anima che è immortale, staccandosi dal corpo che è di terra e viene affidato alla terra, torna a Dio. A qualunque età ed in qualsiasi condizione di vita, si conclude il pellegrinaggio terreno. Tutto ha fine: gioie e dolori, fatiche e speranze, desideri e delusioni, gloria e sofferenze. Agli occhi di Dio tutto viene livellato. Il destino ultimo della propria vita è stato affidato a ciascun uomo e donna, alla loro autonoma e libera responsabilità di fare il bene o il male, di praticare la giustizia e la verità, di accogliere o rifiutare la legge di Dio e i suoi comandamenti. Dopo la morte tutto appartiene alla misericordia di Dio. Noi aspettiamo la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. P. Angelo Sardone