La forza dell’amore

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La semina del mattino.
20. «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» (Gv 20,15).
Consumata la passione, chiusa la tomba con un grande masso sembrava tutto finito. La resurrezione fu invece l’inizio di una nuova era per Gesù di Nazaret che era morto in croce e per i suoi seguaci delusi ed increduli. Il primo giorno della settimana, di buon mattino, vincendo il buio della fede, Maria di Magdala era andata al sepolcro e l’aveva trovato vuoto. Pietro e Giovanni da lei avvertiti erano accorsi per constatare la novità, ma poi se n’erano andati. Maria, rimasta nel giardino non riusciva a capacitarsi di quanto aveva visto, addolorata per la morte del Maestro ed il probabile trafugamento della salma. Il grande amore per Colui che l’aveva amata per quella che era e l’aveva liberata dai demoni, la tratteneva lì a piangere. Voleva capire, cercava, voleva vedere Gesù. L’amore non è solo istintivo, passionale: è razionale, cognitivo, oblativo, coraggioso e volitivo. Due differenti voci le avevano chiesto il motivo del pianto: prima due Angeli vestiti di bianco, poi lo stesso Gesù, scambiato per giardiniere, le aveva chiesto chi cercasse. Il Nazareno che per due volte aveva chiesto ai soldati ed alla gente giunta per arrestarlo: «Chi cercate?», la chiama per nome «Maria!» e le rivela la sua identità e la verità dello straordinario evento della risurrezione. Il buio della fede si tramuta in luce sfolgorante. Riconosciuta, Lo riconosce: comprende tutto e gli dice: «Maestro!». Cadono i veli della paura, del dubbio e del dolore, recisi da un amore raffinato e composto che prima era speranza, ora è certezza. E diventa «apostola degli apostoli». P. Angelo Sardone