Il risveglio al mattino

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La semina del mattino. 16. «Al mio risveglio mi sazierò della tua presenza» (Sal 17,15).
Ogni risveglio è una rinascita. La fatica e la stanchezza del giorno trovano rifugio nel riposo notturno e nel sonno. Su di esso veglia il Signore. Al mattino la mente e le membra riprendono vigore e gli occhi si riaprono alla luce ed alla vita. Il risveglio mattutino è analogo alla dinamica giornaliera della vita, un ricominciare continuo. La notte è il tempo del silenzio, della solitudine, del riposo. In essa a volte si ripercuote ciò che si vive durante il giorno: emozioni, preoccupazioni, desideri, intenzioni, che possono riaffacciarsi nei sogni o in tensioni istintive. L’alba e il mattino sono il momento dell’ascolto, della ripresa, di un nuovo inizio. Il sonno è come la morte; il risveglio come la risurrezione. La notte è una tappa, il risveglio richiama il traguardo finale della risurrezione. In essa vi è l’inizio definitivo e la certezza che il Signore c’è davvero, è fedele, e sazia della sua presenza chi a Lui si affida ed in Lui si rifugia. Il risveglio giornaliero richiama quello escatologico dopo la morte, quando aprendo gli occhi alla vita che non ha fine saremo abbagliati dalla luce del Signore e saziati da una presenza non più velata dai segni ma viva e concreta. Il risveglio apre anche oggi alla sazietà dei beni della terra e segna la ripresa dal letargo e dal torpore, dalla sfiducia e dall’abbandono. Diventi il momento nel quale, alla preoccupazione per le vicende umane, si accompagni o si opponga la dolcezza di Dio, la bellezza della contemplazione della sua immagine, la pienezza della sua presenza. P. Angelo Sardone