Madonna del Rosario di Pompei

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Il Mattutino della speranza

Venerdì 8 maggio 2020, Memoria facoltativa della Madonna del Rosario di Pompei

 

Il testamento di amore scritto da Gesù con il sangue della sua passione, si conclude sulla croce con un singolare dono e le parole che attestano le sue ultime volontà: «Donna, ecco tuo figlio; figlio ecco tua madre!» (Gv 19, 26-27), ossia la maternità universale di Maria. Da sempre la Tradizione Cristiana e l’acuta riflessione esegetica, a cominciare dai Padri della Chiesa, hanno identificato in Giovanni, il più giovane degli Apostoli, cui è rivolta l’attenzione testamentaria, l’umanità intera. Egli stesso lo afferma: «Da quel momento il discepolo la prese nella sua casa» (Gv 19,27). Maria di Nazaret sotto la croce è divenuta Madre per la seconda volta: Gesù ha voluto affidare a Lei, nella persona del discepolo che Egli amava, l’intera umanità. Ad Eva, la “madre di tutti i viventi” è subentrata la “madre dei redenti”. Questa sublime maternità, a cominciare dal Cenacolo di Gerusalemme prima e dopo la discesa dello Spirito Santo, si è espressa anche nei termini di «Madre della Chiesa», come la definirà solennemente S. Paolo VI il 1965 a conclusione del Concilio Vaticano II. Essa si manifesta con la presenza efficace nella vita della Chiesa e dei cristiani, in termini di custodia, premura, attenzione come a Cana di Galilea, correzione materna ed indicazione del cammino più autentico di vita cristiana per conseguire la salvezza e piacere a Gesù. Il popolo cristiano si rivolge con fede alla Vergine Maria, la venera e l’onora di tanti titoli che esaltano le prerogative a lei donate da Dio, proclamano le sue virtù ed attestano il suo ruolo nella mediazione materna per il conseguimento di ogni grazia. Maria che insieme con Gesù suo Figlio siede alla destra del Padre, Regina degli Angeli e dei Santi, non fa mancare gesti concreti che attestano la sua presenza ed il suo amore per i suoi figli. La sua parola più efficace e perenne è riportata nei vangeli: «Fate tutto quello che Egli vi dirà!». I suoi interventi nella vita dei cristiani e della Chiesa nel corso della storia e del tempo, sono comprovati da avvenimenti particolari nei quali le sue parole, i suoi atteggiamenti, i suoi interventi, le sue richieste, le sue indicazioni, esprimono l’attenzione, la premura di una mamma che vuole portare tutti a Gesù. Il popolo la esalta e la venera con particolare devozione, attraverso i molteplici titoli con i quali l’ha onorata nel corso dei secoli e con pratiche specifiche di lode e di supplica. «Regina del Rosario» è uno dei titoli con i quali maggiormente il popolo di Dio l’invoca. È una devozione antichissima che si esprime con la recita di una preghiera ripetitiva costituita dal saluto evangelico dell’Angelo Gabriele “Ave o Maria” e da parole che esprimono la sua maternità divina e la sua intercessione. Il Rosario nella sua etimologia, richiama una ghirlanda di rose che è offerta a Maria e posizionata sul suo capo nell’atto della preghiera di affidamento e di richiesta di grazie. Nella pratica comune la ghirlanda è stata sostituita da 150 grani, che indicano e segnano la recita di 150 Ave Maria, intervallate dal Padre Nostro, con la meditazione dei principali misteri della vita di Gesù e della Madonna. Anticamente questa pratica era chiamata “Salterio mariano” con chiaro riferimento ai 150 salmi con i quali gli ordini religiosi e i ministri ordinati della Chiesa pregavano il Salterio Davidico, ed era riservata al popolo di Dio e particolarmente ai poveri, sia materialmente che di cultura, tanto è vero che era definita anche “Bibbia dei poveri”. L’uso del Rosario nella storia della Chiesa e della sua efficacia come preghiera di meditazione e di supplica, è testimoniato anche da avvenimenti particolari e grazie sorprendenti che ne sono scaturite. S. Giovanni Paolo II nel 2002 ha voluto aggiungere ai classici 15 misteri (gaudiosi, dolorosi e gloriosi) altri cinque detti “della luce”. Il beato Bartolo Longo, un laico avvocato convertito alla fede cristiana, nel secolo XIX nella Valle di Pompei con un quadro che riproduce la Vergine Maria nell’atto di dare il Rosario ai santi Domenico di Guzman e Caterina da Siena, con la costruzione di una imponente basilica, ha diffuso nel mondo la particolare devozione alla Madonna sotto questo titolo. La testimonianza più bella è costituita dalla solenne Supplica da lui scritta che si proclama ogni anno l’8 maggio e la prima domenica di ottobre. A Maria, in questo particolare tempo di pandemia e di guerra perenne contro il nemico diabolico eleviamo oggi insieme con la supplica, la nostra fiduciosa preghiera di lode e di gratitudine, impegnandoci però ad emulare Maria nella pratica autentica di vita cristiana, nell’obbedienza alla legge di Dio ed alle indicazioni evangeliche. P. Angelo Sardone