Mater consolationis

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In tempi di calamità, grande è il valore della consolazione. Essa si esprime con un atteggiamento, un’azione, una parola tesa ad attenuare il dolore, ad alleviare la pena, a dare vigore ad un cuore affranto, a stare accanto a chi è solo, con una incoraggiante condivisione. La consolazione è propriamente un dono dello Spirito Santo perché è Lui il Consolatore (paracletos). Gesù lo promise come Colui che insegna e ricorda. Da sempre la Chiesa invoca Maria “Madre della Consolazione”, colei che, avendo assistito e partecipato con grandi sofferenze alla Passione e morte di Gesù, è stata confortata dal Padre. Come divenne “Madre dei dolori”, così è divenuta a sua volta “Madre della consolazione” perché conforta e consola “quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione” (2Cor 2,4). La sua azione consolatrice cominciò nel Cenacolo di Gerusalemme dove, insieme con gli Apostoli nascosti per paura dei Giudei, attese ed implorò lo Spirito Santo. La sua funzione materna continua nella vita della Chiesa col soccorso e la consolazione che spande sul popolo di Dio in cammino. Abbiamo percorso insieme con Maria i passi della passione, morte e risurrezione di Gesù e stiamo vivendo il mistero della Pasqua ancora segregati nel “cenacolo domestico”. La paura del contagio e l’osservanza delle norme imposte ci tengono lontano fisicamente dai luoghi di culto e dalle relazioni ordinarie con gli altri, nei diversi ambiti della vita sociale e religiosa, generando talora stanchezza, frustrazione, impazienza, scoraggiamento, incertezza e paura del futuro. Ogni giorno abbiamo bisogno di consolazione: essa nasce dalla speranza della conclusione positiva di questo tempo particolare di prova e sofferenza e da qualcuno che costantemente ce lo ricordi. Maria è consolazione e speranza: è più vicina a noi di quanto possiamo credere perché è Madre nostra, resa tale da Gesù sulla croce nell’atto supremo del suo amore. La sua presenza dolce e delicata, si esprime in termini di tenerezza, presenza costante, preghiera per noi. Noi la invochiamo come soccorritrice: Lei prega per noi ed intercede presso il Padre reggendo con le sue mani il braccio appesantito del Figlio Gesù, trattenendolo da qualsiasi intervento che non sia lenitivo di ogni paura e sofferenza. Non siamo soli. Gesù è con noi sveglio in poppa alla nostra barca. Nel cielo poi c’è Maria “Stella del mare” che indica la rotta da seguire e con la sua luce splendente rende più chiaro il cammino anche di questo mare in tempesta. P. Angelo Sardone