Caterina Giannulli non è più tra noi

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Nel silenzio della notte tra il venerdì ed il sabato santo il Signore Gesù ha chiamato alla Pasqua eterna del cielo la signorina Caterina Giannulli, un membro attivo del Cenacolo Vocazionale di Altamura. Sempre sorridente, disponibile e generosa, ha percorso con noi questi ultimi anni nella condivisione del carisma rogazionista con una presenza costante nel cammino formativo mensile di preghiera ed adorazione, nei pellegrinaggi e nel coinvolgimento di tante persone. Il Signore l’abbia nella sua misericordia e nel suo riposo. A nome di tutti i membri del cenacolo, esprimo di cuore alla famiglia Giannulli la viva partecipazione al loro dolore per questa perdita chiedendo al Signore di dare loro tanto conforto in un momento nel quale non è neppure possibile celebrare con le modalità ordinarie le sue esequie. Offriamo la nostra preghiera di suffragio per lei e di consolazione per la sua famiglia. Quando si rimetterà in sesto l’ordinarietà della vita liturgica e sociale, celebreremo l’Eucaristia in sua memoria per ringraziare il Signore della sua testimonianza di vita cristiana e della vocazione rogazionista. La salma sarà trasferita questo pomeriggio direttamente nel cimitero di Altamura. Riposi in pace. P. Angelo Sardone

Il silenzio del sabato santo

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L’attesa della risurrezione si riempie di silenzio. L’intero creato è avvolto dal misterioso silenzio della morte di Gesù Cristo, l’Uomo-Dio. La terra tace sbigottita; il cielo si adorna di buio; i cuori gemono nel dolore; la mente vaga alla ricerca di una riposta; il vuoto regna sovrano. Il mistero dell’amore, consumato nell’eccidio della crocifissione, giace ora nel silenzio della tomba. E’ stato portato alla svelta. Una grande pietra lo sottrae agli occhi. La mano dell’uomo non è capace di smuoverla; la mente umana non comprende, rimane in attesa e ricorda le parole del Maestro che annunciavano solo tre giorni di morte e di buio. Il grembo vergine di Maria aveva accolto per nove mesi il corpo di Gesù mentre si formava nel prodigio della gestazione, dandolo poi alla luce. Il grembo della madre terra accoglie, ma solo per tre giorni, il corpo esanime di Gesù per consegnarlo alla luce del sole e della vita, mediante la potenza del Padre. Al calore materno delle viscere di Maria abitate per la prima ed unica volta dal corpo immacolato del Figlio di Dio, si sostituisce ora il freddo di un sepolcro nuovo scavato nella roccia che accoglie per la prima ed unica volta il corpo straziato del Redentore. Fuori nello spazio adiacente vigila e piange composta la Madre Addolorata. Ha nel cuore la tragedia della perdita del figlio, il dolore immane per la modalità della sua morte. Ma anche e soprattutto vive la speranza inaudita che qui, al sepolcro non è finito nulla, anzi tutto comincia. La paura, lo sconforto, la delusione, la percezione che tutto sia finito tiene distanti gli apostoli e i seguaci del Rabbì. Con Maria sono rimasti gli intimi, Maria Maddalena nella quale più che il peccato potè la grazia, Giovanni che racconterà per filo e per segno ciò che sta avvenendo e ciò che avverrà. Nell’attuale situazione, immersi nel silenzio irreale che avvolge gli ambienti di vita, le strade, le chiese, soffriamo il freno imposto alle normali attività e relazioni, e non abbiamo neppure la possibilità di sostare davanti ad un sepolcro. Coraggio: la Chiesa intera sosta e prega unanime affidando a Maria i gemiti del cuore, le speranze di una vita nuova. E Cristo che è risurrezione e vita ci fa guardare avanti, Lui che è anche verità e via, la nuova, unica via da seguire. La Pasqua imminente è un nuovo inizio di vita. P. Angelo Sardone