Con tante benedizioni del cielo

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185. «Dio ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo» (Ef 1,3). Questo ritaglio è contenuto nella solenne e grande preghiera che apre la Lettera di S. Paolo agli Efesini: si tratta di una “benedizione” elevata a Dio Padre dall’assemblea dei fedeli. Il verbo greco adoperato traduce il termine ebraico «barak», donde viene “benedizione” e significa lodare, glorificare, ringraziare Dio Padre come la sorgente dei beni. La benedizione spirituale è infatti il dono della salvezza, dalla sua preparazione fino alla sua attuazione in Cristo. In Lui siamo diventati figli adottivi, siamo stati redenti col perdono dei peccati, abbiamo acquisito la conoscenza della volontà di Dio con sapienza ed intelligenza. In Lui siamo stati scelti e predestinati per aver creduto e sperato. Una delle più ricorrenti espressioni di S. Paolo è «in Cristo»: con essa sottolinea il riferimento esclusivo a Cristo di tutta la realtà creata e cosmica che abbraccia tutti gli uomini di ogni parte della terra. Dio volge il suo sguardo con un atto propizio: in tempi di angoscia si pensava che Dio avesse nascosto il suo volto ed abbandonato il popolo. Il volto più efficace e più bello è quello di Gesù Cristo, attraverso il quale viene assicurato un domani migliore, benedetto da Dio, tracciato dalla sua Provvidenza e non da astri ed ingannevoli oroscopi. Non si tratta di una singola benedizione, ma di “ogni” benedizione, di ogni ordine e grado, spirituale e materiale. Collocata all’inizio dell’anno essa è l’affermazione più autentica e vera della presenza di Dio nella vita dell’uomo col suo Figlio Gesù, fonte di ogni bene, di luce inaccessibile e di vita senza fine. P. Angelo Sardone