La giovinezza

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La semina del mattino

  1. «Si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù» (Qo 11,9).

La giovinezza oltre che la più bella stagione della vita è una sua singolare e specifica ricchezza. A cavallo tra l’infanzia e la piena maturità si determina con un’irripetibile potenzialità ricca di umanità, progetti, prospettive, realizzazioni e conquiste. È il tempo delle domande fondamentali sul senso ed il valore della vita; è l’epoca del discernimento, delle prime scelte, dell’inizio del cammino di realizzazione. La personalità prende corpo, la coscienza matura ed entrambe si manifestano con la coerenza delle azioni guardando all’intera vita. Si sviluppa e prende corpo una ricchezza interiore ed esteriore, culturale, relazionale e spirituale. L’interlocutore più efficace, competente ed insostituibile è Cristo. Nel tempo della gioventù il cuore si riempie di gioia ed anela al suo compimento man mano che cresce e matura nella cultura, nella fede, nelle relazioni, nella propria realizzazione. Non si può essere lasciati soli a crescere: si rischia lo sbando, la noia, la tristezza! Le illusioni diventano delusioni, gli sprazzi di realizzazione sono trappole di perfidia e di facili ripiegamenti emotivi, psicologici e morali. «Ohimè! quanti giovani, nel fiore degli anni, prendono pessima strada, perché a tempo opportuno non trovano i buoni operai evangelici» (S. Annibale). La gioia viene salvaguardata ed alimentata dalla rettitudine di coscienza, dalla ricerca responsabile di un appagamento adeguato, dalla scoperta della propria vocazione, da una seria, decisa e stabile direzione spirituale che assicura ai giovani una sistematica scuola di vita interiore. P. Angelo Sardone