Lavoratori a tutte le ore

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25ª domenica T.O. Dio perdona largamente. Si fa trovare da chiunque Lo cerca, se abbandona la sua via iniqua ed i suoi pensieri. Vie e pensieri di Dio sovrastano vie e pensieri dell’uomo. Cristo è glorificato nel corpo sia che si viva sia che si muoia e manifesta l’assoluta preminenza su tutto: vivere, morire, rimanere nel corpo, lavorare con frutto. La parabola dei lavoratori ingaggiati dal padrone nelle diverse ore del giorno per lavorare nella sua vigna, evoca la vita della Chiesa nella quale c’è posto per tutti secondo la propria identità e la personale vocazione. Il compenso rimane dono della generosità del padrone che fa distribuire la paga secondo i suoi criteri di bontà e misericordia. Al cristiano spetta il compito di lavorare in maniera degna del Vangelo sia che abbia cominciato all’alba della propria vita che verso il tramonto. P. Angelo Sardone

Il messaggio della Madonna della Salette

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La semina del mattino

  1. «Andiamo figli miei, fatelo conoscere a tutto il mio popolo!».

Così la Vergine Maria, il 19 settembre 1846, concluse il suo dialogo e l’apparizione sui monti de La Salette, in Francia, a Melania Calvat e Massimino Giraud. Oggi celebriamo la memoria liturgica facoltativa della Madonna col titolo di “Riconciliatrice dei peccatori”. La celebre apparizione, prima ancora di Lourdes, richiama l’incisivo messaggio di conversione affidato a due pastorelli di 15 e 11 anni. Incuriositi ed attratti da una luce intensa, si erano avvicinati ad un insolito globo sfolgorante ed avevano scorto una donna immersa nella luce, riversa su sé stessa e piangente. Le sue abbondanti lagrime cadevano a terra. Poi si mise in piedi. Era vestita come una contadina, con scialle e grembiule. Una corona di rose le scendeva dal collo, insieme con due catene, una delle quali col crocifisso, ai cui lati c’erano la tenaglia ed il martello. La bella Signora li invitò a non avere paura e ad avvicinarsi, e, prima in francese, poi nel loro dialetto, parlò dei peccati degli uomini, incaricandoli di divulgare il suo messaggio, che richiamava gli uomini alla conversione onde sfuggire ai castighi della giustizia divina. A ciascuno di essi, separatamente, comunicò un segreto. Poi si librò sull’erba e sparì in una scia di luce, seguita dagli sguardi incantati dei due pastorelli. La loro vita cambiò da quel giorno, carica di ingenuità, contraddizioni, esaltazioni, vessazioni e travagli fino alla morte. Il messaggio della Salette ribadisce l’importanza del giorno del riposo settimanale (la domenica) per dedicarsi a Dio e la riprovazione della bestemmia del Nome di Gesù, cose che «appesantiscono tanto il braccio di Gesù». Antidoti efficaci sono la penitenza e la preghiera. P. Angelo Sardone