Duc in altum. Un mare aperto er ogni sorta di pesci

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La semina del mattino
63. «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca» (Lc 5,4).
I pescatori di uomini, costituiti tali da Gesù, sono stati alla sua scuola per tre anni percorrendo le città ed i villaggi della Palestina e salpando più volte il mare di Gennesaret, non sempre ricco di pesci, soprattutto dopo notti intere di lavoro. Il guadagno era indispensabile per vivere sia quando stavano con le loro famiglie, che ora che seguivano il Maestro. Gli Evangelisti Sinottici raccontano spesso questo duro lavoro e le peripezie annesse ad una pesca fruttuosa. In una di queste situazioni S. Luca colloca la chiamata dei primi apostoli. Gesù predica alla folla numerosa sulle rive del lago. A pochi metri ci sono due barche ormeggiate e, intenti a riparare le reti, alcuni pescatori un po’ imbronciati per aver trascorso tutta la notte senza prendere nulla. Gesù ne sceglie una, quella di Pietro e lo invita a prendere il largo. C’era da opporre una giusta resistenza da parte sua perchè la delusione della notte senza aver preso nulla. era sufficiente a non farlo muovere. Invece il pescatore di pesci che aveva sentito la predica del Maestro, cede, con un rigurgito di fede gli dice: “Sulla tua parola getterò le mie reti” e prende il largo. Avviene così una pesca miracolosa. Ciò determina in lui la presa di coscienza della sua indegnità, la fiducia nel Maestro e l’adesione alla sua chiamata. Il largo del mare del mondo cerca ancora oggi audaci pescatori di uomini che non si limitano a superare le poche miglia sicure e vicine alla riva, ma che sfidano il mare aperto, per annunziare la salvezza e la grandezza dell’amore di Cristo. P. Angelo Sardone