IO SONO L’IMMACOLATA CONCEZIONE

«La donna ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gen 3,15). Anche se la definizione dogmatica è relativamente recente (8 dicembre 1854), la solennità dell’Immacolata Concezione da sempre evidenzia e celebra lo straordinario e singolare privilegio riservato da Dio a Maria di Nazaret, che “in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano”, fu preservata da ogni macchia di peccato sin dall’atto del suo concepimento. È lei la donna promessa da Dio nel paradiso dell’Eden come antagonista di Satana, vittoriosa sul serpente, col calcagno libero per schiacciargli il capo (Gen 3,9-20). «Era sommamente opportuno che una Madre degna di tanto onore rilucesse perennemente adorna degli splendori della più perfetta santità e, completamente immune anche dalla stessa macchia del peccato originale, riportasse il pieno trionfo sull’antico serpente» (Pio IX). Il grande francescano il beato Duns Scoto, autentico «Dottore dell’Immacolata» (S. Giovanni Paolo II), «Dottore sottile e mariano» (S. Paolo VI) ha contribuito notevolmente con le sue tesi ragionate a superare tutte le difficoltà circa questo grande privilegio di Maria, quale destinatrice della fiducia posta da Dio nella bontà della natura umana, laddove il peccato non è riuscito a distruggere o annientare l’opera uscita dalla sapienza del Creatore. Il 1858, quattro anni dopo la definizione dogmatica, apparendo a Lourdes la Vergine dirà a S. Bernadetta Soubirous: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Guardando Maria ogni cristiano va incontro al Signore in santità e purezza di spirito. Auguri a tutte coloro che portano il nome di Cettina, Immacolata e derivati. P. Angelo Sardone